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N.5 – Aprile 2017

Dallo Spazio:

scienza e fede, integrazione possibile?

Dallo spazio si vede che la Terra è un pianeta unico; capisci che dobbiamo lavorare insieme, come esseri umani, per gestire questo pianeta che, dall’alto, rivela tutta la sua fragilità, sembra in equilibrio su uno spillo” Così Paolo Nespoli, astronauta italiano, in una recente intervista a TV 2000, mentre si prepara a ritornare sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), per la missione Vita. Una coscienza della terra comune agli astronauti che hanno vissuto lontano dal nostro pianeta, al punto che “Dovremmo andare tutti nello spazio: diventando extraterrestri diventiamo terrestri migliori”.[video]

Permanenza nello spazio che, insieme a tanta luce, porta anche le sue prove: nel 2011, Paolo visse la morte della madre proprio durante una missione sulla ISS. Mandò a tutti un messaggio, letto dalla collega astronauta Samantha Cristoforetti:

Non posso essere fisicamente con voi al funerale, ma siate sicuri che ci sono spiritualmente e vi guardo da quassù. Così come sono sicuro che lei ci sta guardando orgogliosamente da lassù. [Articolo de “La Stampa”]

“Quassù” e “Lassù”: un’altezza che ne richiama un’altra, di ordine diverso. Esperienze nello spazio che, assieme alla ricerca scientifica avanzata, aprono al senso del nostro esserci e agire assieme, ed allargano lo sguardo sul mistero del reale. Sì, perché guardare alle stelle coinvolge dimensioni profonde del nostro essere uomini, e non a caso il verbo desiderare rimanda ad esse (dal latino de-sidera).
Alzare lo sguardo allora, gioire grati delle nuove scoperte che ci fanno vedere sempre più lontano, e insieme non smettere di interrogare il Mistero che ci parla.
Anche attraverso il volto di Cristo: uomo vero, e Dio vicino. Quel volto che vediamo nelle icone affisse alle pareti della ISS, in mezzo ai numerosi strumenti, a suggerire l’integrazione possibile tra fede e scienza nell’unità dello spirito umano.

E cosa potrà nascere da questa unità ritrovata?

“La scienza avrà impensate illuminazioni e la fede di riflesso potrà trovare, nell’universo, continuamente riscoperto, sempre crescenti comprensioni del mistero. Il fatto è che, se noi potessimo vedere oltre il velo del creato, troveremmo Colui che sostiene tutto ciò che vediamo e lo ordina e lo muove. E vedremmo tale aderenza, tale vicinanza, tale unità, pur nella distinzione tra creato e Increato, da rimanerne sbalorditi”
[C. Lubich, Riflessioni dopo i voli spaziali, in Scritti spirituali/2, p. 130]

Tommaso Danovaro

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