testata articolo3 web

N.3 – Febbraio 2017

Quando la terra trema

Dio Amore e il dolore

Elena ha sette anni, la frangetta e gli occhi limpidi. Parla diretta e semplice, come sanno fare i bambini, e chiede –da sopravvissuta al terremoto – risposta al suo grande perché: «Perché i bambini devono avere tanta tristezza? Chiedo al Papa, che parla con Dio, di spiegarmelo».

foto1 articolo3 amatrice

Papa Benedetto –era il Venerdì Santo del 2011 – prese sul serio la sua domanda, sino a farla sua: «Anche a me vengono le stesse domande: perché è così? Perché voi dovete soffrire tanto, mentre altri vivono in comodità? E non abbiamo le risposte».
E ci siamo sentiti tutti dentro quel grande perché, che risuonò come un grido, anche dalla croce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».
Il grido del figlio di Dio, che prende su di sé il dolore dell’uomo, tutto il dolore dell’uomo e, in qualche modo, lo abita con la sua presenza.
Una presenza che a volte ci è dato di comprendere, come stella nell’oscurità. Elie Wiesel, ebreo, ne La notte ha una pagina folgorante dal campo di Auschwitz, di fronte alla morte di un bambino innocente: «Dietro di me sentii lo stesso uomo chiedere: Dov'è Dio adesso? E udii una voce dentro di me rispondergli: Egli è qui - Egli è appeso qui»
foto2 articolo3 s tommaso caravaggioNon abbiamo le risposte, ma –è ancora papa Benedetto a parlare – «sappiamo che Gesù ha sofferto come voi, innocente, che il Dio vero che si mostra in Gesù, sta dalla vostra parte».

Sì, perché Lui, il crocifisso che grida il suo perché, è anche quello che ama sino alla fine, è il Risorto, che ci dona Gioia Piena. 
Da qui una fede rinnovata nel suo amore, l’impegno più grande ad alleviare ogni dolore, la promessa di un senso: «In questo momento mi sembra importante che 

sappiate: “Dio mi ama”, anche se sembra che non mi conosca. No, mi ama, sta dalla mia parte, e dovete essere sicuri che nel mondo, nell’universo, tanti sono con voi, pensano a voi, fanno per quanto possono qualcosa per voi, per aiutarvi. Ed essere consapevoli che, un giorno, io capirò che questa sofferenza non era vuota, non era invano, ma che dietro di essa c’è un progetto buono, un progetto di amore. Non è un caso».

 

Tommaso Danovaro

Informazioni aggiuntive